il Sacro Graal dei sistemi anti-foratura. Parte Seconda

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Seconda parte del tutorial per i sistemi anti-foratura per mountain bike, dopo il Sacro Graal dei sistemi anti-foratura.

Dopo la descrizione delle varie soluzioni, tutte con pro e contro, relativamente ai vari aspetti di prestazioni o di efficacia, passiamo alla ricerca della soluzione definitiva, almeno per chi scrive, che rispetti i seguenti requisiti : 

- copertoni rinforzati, per ridurre i rischi di taglio sulla spalla (il grande nemico del biker!)

- utilizzo del lattice antiforatura per eliminare gli interventi in corsa per forature da spine o piccoli chiodi

- inserimento di un sistema di sostegno della ruota (mousse)

Ricordiamo che la mousse comporta alcuni vantaggi :

- possibilità di ridurre la pressione dello pneumatico per aumentare il grip

- migliore tenuta laterale della ruota grazie alla minore deformazione (soprattutto a pressioni minori)

- riduzione del rischio di pizzicature e taglio del copertone a causa dell'impatto con il cerchione

- possibilità di rientro in sicurezza in caso di squarcio del copertone non risolvibile

 

per contro, la presenza ingombrante della mousse presenta qualche particolarità, con la quale si può anche decidere di convivere : 

- difficoltà di montaggio/smontaggio del copertone (poi vedremo come affinare la tecnica)

- maggiore effetto di inerzia alla rotazione ed alla sterzata per la maggiore massa rotante

- possibile assorbimento di lattice nel tempo (a seconda del tipo di mousse)

 

Dopo la teoria e le aspettative, veniamo al lato pratico.

Dopo la negativa esperienza vissuta direttamente, ho deciso che la gomma latticizzata è buona, ma non ottima. Ciò che voglio ottenere è godere dei benefici del lattice, ma riuscire a tornare a casa sulle mie ruote in caso di taglio profondo, sia esso sul battistrada che sulla spalla.

Quello che credevo fosse un equipaggiamento completo in caso di foratura (bomboletta gonfia/ripara e pompa da escursione) si è rivelata insufficiente nel caso del taglio. Ecco quindi che la dotazione viene integrata con i vermicelli e strumento per inserirli e riparare così una varietà di tagli e buchi non riparabili dal lattice :

Costo contenuto (6€) e ridotta esigenza di spazio (nel borsello sottosella ne occupa un quarto). Perfetto nel caso di buco o taglio sul battistrada, con qualche piccola difficoltà si inserisce il vermicello imbevuto di mastice e si rigonfia. Fine della storia.

Rimane il problema del rientro in caso di taglio non riparabile con i vermicelli, quindi si passa alla prova di installazione delle mousse. Fra tentativi andati male per difficoltà o incapacità di montaggio sono pervenuto alla conclusione che va fatto un cambio della tipologia di copertoni, non essendo tutti adatti al montaggio delle mousse, infatti : 

- i copertoni "leggeri" non sono indicati per questo montaggio; i miei vecchi (si fa per dire) Schwalbe Nobby Nic da 2,25" hanno "solo" 60 TPI (Tread Per Inch = fili per pollice) quindi la carcassa è leggera, ma ovviamente allo stesso tempo più esposta ai tagli, specialmente sulla spalla che è davvero sottile (per il resto secondo me è una gran gomma per All Mountain, meno indicata per Cross Country);

- i copertoni con il fianco tenuto da un archetto di fili d'acciaio non sono indicati per questo tipo di montaggio; sia per il montaggio che per lo smontaggio in presenza di mousse, lo spazio disponibile per far scorrere il fianco non è sufficiente per chiuderlo sul cerchione, nemmeno usando leve speciali ed il rischio è quello di deformare la caracassa o rompere l'archetto (e buttare in entrambi i casi il copertone); Schwalbe Nobby Nic ha l'archetto formato da ben 4 fili d'acciaio, ed è quasi impossibile farlo tallonare con la mousse montata.

Grazie a queste esperienze, la mia attenzione si è spostata su altri due copertoni di fascia economica (sotto i 30€ cad.) : Hutchinson Gila 2,25" e Continental Trail King II da 2,2", entrambi con densità 120 TPI, tubeless ready e con carcassa pieghevole, quindi con archetto formato da una singola treccia di kevlar, più facilmente adattabile alle condizioni di montaggio.

 

  

Continental Trail King II 27,5 x 2,2" 120 TPI Tubeless Ready Pieghevole

 

Hutchinson Gila 27,5 x 2,25" 120 TPI Tubeless Ready Pieghevole

 

Montati i due copertoni con camera d'aria per fare un pò di rolling, e quindi farli adattare alla misura del cerchio, l'Hutchinson ha trovato posto all'anteriore, a suo agio per scorrevolezza e tenuta su sterrato, mentre il Continental ha dato trazione al posteriore e grazie alla sezione di poco inferiore, scorrevolezza in discesa sterrata. Dopo 25km di uscita l'hutchinson è stato smontato con maggiore facilità ed ha subito ospitato la mousse Barbieri (misura S, adatta a copertoni con sezione fra 2,1 e 2,3").

Per il montaggio ho pulito bene il canale del cerchione, ho messo un giro di nastro isolante sul cerchio prima dell'inserimento del Flap per Tubeless (per migliorare la tenuta dei fori dei nippli), ho ritagliato un dischetto di camera d'aria bucato al centro come guarnizione aggiuntiva alla valvola tubeless (modello Decathlon, quelle in dotazione alle mousse Barbieri sono in carbonio ma non mi hanno convinto per fragilità e per la ghiera poco gestibile) ed ho insaponato bene i fianchi del copertone (con l'universale Chante Claire).

Con l'aiuto di tre leve Decathlon (più dure delle Michelin che avevo), molto sapone e molta pazienza, il montaggio è riuscito bene, e con esso anche il tallonamento del copertone sul cerchio con la sola pompa da officina (risultato non scontato), favorito dalla presenza della mousse che "accompagna" i fianchi in posizione. Dopo il gonfiaggio a 2,5 atm per garantire il completo scivolamento dei fianchi e talloni sul cerchio (garantito dal TLONC sordo) si sgonfia e si smonta l'anima della valvola tubeless e si aggiungono 80ml di Lattice (Stan's No Tube nel mio caso). Nuovo gonfiaggio a 2 atm e solito shake della ruota per far distribuire il lattice, turando qualche piccola fessura soprattutto in prossimità di nippli e valvola.

La prova su strada all'anteriore è risultata soddisfacente, la ruota gonfiata a 1,8 atm morde bene il terreno su asfalto (su sterrato vuole qualche decimo di bar in meno altrimenti rimbalza un pò) e l'effetto delle maggiori masse rotanti si sente soprattutto come inerzia in sterzata, mentre, per l'effetto volano, rende maggiore sensazione di stabilità in velocità (sensazione cingolato da carro armato che passa su tutto)

Il battistrada del Continental è meno tassellato, ed anche i pochi millimetri di larghezza in meno aiutano la migliore scorrevolezza, tuttavia per uniformità preferisco montare l'Hutchinson Gila anche al posteriore e testare questa soluzione.

Altro montaggio con camera per garantire la presa di forma del copertone (che ricordiamoci ha l'archetto in kevlar quindi una volta presa la forma la tiene ragionevolmente per il tempo necessario allo smontaggio e rimontaggio con mousse) e di nuovo stesse operazioni per il montaggio della mousse e della latticizzazione.

Ora i test su strada, completi di nuovo settaggio della forcella anteriore che risente del nuovo accoppiamento ruota - terreno e che va regolata sul ritorno per garantire la migliore tenuta della ruota sullo sconnesso.

 

Valutazione dei pesi (per il biker attento ai grammi) : 

- Soluzione originale (Scwhalbe Nobby Nic 27,5 x 2,25" ERTRO 57-622 carcassa 67 EPI con 80ml lattice Stan's No Tubes) : 600g + 80g = 680g 

- Soluzione test (Hutchinson Gila 27,5 x 2,25" ERTRO 57-584 carcassa 120 TPI + 80ml lattice Stan's No Tubes + Mousse Barbieri Anaconda) : 655g + 80g + 60g= 795g 

Si noti che una camera d'aria 27.5 x 2.3" pesa dai 200 (Schwalbe) ai 300g (Vittoria)

 

Valutazione dei costi (per il biker attento al portafogli) : 

- Soluzione originale (Scwhalbe Nobby Nic 27,5 x 2,25" con lattice : 22€ (Amazon)  

- Soluzione test (Hutchinson Gila 27,5 x 2,25" con lattice + Mousse Barbieri Anaconda : 28€ (Amazon) + 15€ (Amazon o Bike Inn vendono a 60€ la coppia) 

le valvole Presta Carbonaria sono in bundle con Anaconda, ma si possono riutilizzare quelle usate per i tubeless tradizionali.

 

In definitiva, anche se le mousse sono considerate un bene a consumo, quindi con vita media un anno, la soluzione tubeless rinforzati + mousse con un modesto costo aggiuntivo (le Barbieri sono le più economiche ma anche quelle con recensioni di durata peggiori) sembra rispondere alle mie personali esigenze. 

Ogni biker ha aspettative diverse (scorrevolezza, leggerezza, affidabilità, maggiore sensazione di sicurezza) per cui non è possibile battezzare questa come la soluzione definitiva, ma certamente rappresenta un passo avanti nella ricerca di soluzioni che ci permettano di vivere con un pizzico in più di spensieratezza le nostre piccole, grandi avventure in mountain bike.

Buone pedalate!

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